Breve manifesto dei non-artisti
Per me, che sono niente confronto a lui, la fotografia è libertà.
La fotografia deve essere libera da tutto, anche da chi la fa.
La fotografia, per essere tale, non deve seguire leggi precise ma l’istinto.
La pittura è composizione, tecnica e creatività espresse da un individuo in un tempo più o meno lungo e in uno spazio più o meno grande.
L’arte è una composizione creativa.
La non-arte coglie la realtà non così com’è ma come la si interpreta istintivamente.
La fotografia deve lasciarsi guidare dall’inconscio:la fotografia è non-arte.
Il mondo è caotico, la pittura e le altre arti figurative lo riordinano. La fotografia lo lascia così com’è.
Il momento più alto della fotografia è lo scatto. Con esso inizia la fase decrescente dell’emozione che ha portato chi fotografa a desiderare di fermare quel momento, o quel determinato oggetto in un particolare momento, in un’immagine che aspira all’immortalità. Non importa il risultato ma l’azione.
La fotografia ha lo stesso potere suggestivo del sogno. Il sogno e l’inconscio comunicano con lo stesso mezzo: le immagini. Quindi, la fotografia, tutta la fotografia, è surrealtà. Niente di nuovo, ma è bene ricordarlo.
La fotografia, infine, è come il jazz, musica caratterizzata da una forte improvvisazione e completamente al di fuori dagli schemi: il jazz è musica libera.
Nel jazz l’interprete supera il compositore, in fotografia, la fotografia deve superare chi l’ha eseguita, staccarsi dal suo creatore.